Montagna, cenni introduttivi

Scritto da Daniela Cetola.

Detto già "Mons Tunii" e poi "Mons ad Meata", il Monte Amiata è un massiccio montuoso isolato che si innalza fino a 1738 metri nell'Antiappennino Toscano tra le valli dell'Ombrone e del Paglia. Il verde dolcissimo dei boschi di faggi a primavera e quello più cupo dei castagneti, il sottobosco odoroso all'apparire improvviso dei funghi tra le foglie giallastre, le miniere, le acque sorgive, i villaggi, le rocce raccontano la storia quasi incantata dell'ambiente e della civiltà amiatina.

Storia e natura convivono armoniosamente in un paesaggio di metafisica bellezza nei valloni rocciosi del versante di Maremma, tra i profili ondulati delle Crete, lungo i corsi sinuosi dei fiumi Orcia, Albegna e Fiora. Non si può parlare dell'Amiata senza iniziare dalla sua vegetazione compatta che sale dai paesi circostanti fino ai 1738 metri della cima, interrotta solo da strade e piste aperte dalla mano dell'uomo.

La croce sulla vetta del Monte Amiata in estate. Foto Autore Sconosciuto.Salendo lungo le pendici, si passa dalla macchia mediterranea e dal leccio ai boschi di cerro e di roverella, dagli 800 m. si incontrano i castagni, di grandissima importanza, fino a qualche anno fa, anche per la nutrizione degli abitanti della zona e per questa caratteristica citati da alcuni autori come "alberi del pane" ed infine, oltre i 1100 m di altitudine, il faggio regna sovrano. In tre boschi autoctoni (le abetine del Vivo, della SS. Trinità, del Pigelleto), vive l'abete, noto sull'Amiata come "pigello". E' stata, dunque, la foresta a dare cibo e lavoro, nel corso dei secoli, alla popolazione locale.

La zona amiatina è ricca di sorgenti d'acqua freschissima e di fonti d'acqua termale. Fanno parte del patrimonio naturale del luogo e sono tra le più importanti del mondo, le miniere di mercurio che si estrae dal cinabro (solfuro di mercurio) e di antimonio.

L'Amiata, come mostra il suo profilo a forma di vulcano, è sorto a seguito di una serie di eruzioni risalenti ad oltre duecentomila anni addietro. La natura vulcanica del monte è visibile solo in pochi affioramenti di trachite come le mura di Santa Fiora e le pareti lambite dalla strada che conduce da Abbadia San Salvatore alla cima.

Una meta di escursione particolare, in un paesaggio montano straordinario, al centro dell'Italia, dove d'estate ci si incontra nei boschi e nei castagneti per evadere dalla calura cittadina e d'inverno sulle piste da sci e poi davanti ad un focolare.

Appena arrivati in ciascuna delle località amiatine, ci si sente completamente in vacanza, assistiti con premura e cordialità negli alberghi, dal più lussuoso al più familiare, nei ristoranti e nelle trattorie che sono una gioia per ogni palato e tra la gente del luogo schietta e genuina come l'aria che si respira quassù. Rispetto della natura ed ospitalità sono il marchio di questo angolo di Toscana, non lontano dai grandi centri urbani di Roma, Firenze e Siena, dove gli usi e le tradizioni dei nonni hanno ancora una grande importanza.

Un ambiente sano ed apprezzatissimo per trovare il riposo, ma, anche centro di numerose attività sportive, di escursioni in ogni stagione nei pittoreschi paesini alle falde del monte, fanno dell'Amiata un vero e proprio paradiso per le vacanze! E' bello arrivare anche nella più piccola frazione e sentirsi i benvenuti! Un'oasi di tranquillità, dunque, nella nostra epoca agitata.

Informazioni

Sito nella parte più meridionale della Toscana, diviso tra le province di Siena e Grosseto, visibile dalla costa maremmana, dalle colline viterbesi e dall'Autostrada del Sole, l'Amiata è facilmente raggiungibile da ogni direzione, con molteplici ed interessanti itinerari di cui citeremo solo alcuni: A1 con uscita ad Orvieto, per chi proviene da sud, e proseguimento per la Via Cassia, oppure uscita a Chiusi, per chi proviene da nord, e proseguimento per la ss 478 fino ad Abbadia S. Salvatore; Per chi proviene dalla costa, un duplice percorso dalla ss Aurelia: il primo fino a Grosseto, quindi lungo la Superstrada per Siena fino a Paganico e poi lungo una strada di interesse locale per Casteldelpiano ed Arcidosso; il secondo, fra borghi medievali e necropoli etrusche, attraverso Manciano, Saturnia, Semproniano, Roccalbegna, Santa Fiora.

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